Notifiche di avvisi e cartelle, Cassazione n. 2625 del 11.02.2015

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Una recente pronuncia della Corte di Cassazione n. 2625 dell’ 11 febbraio ha dichiarato che l’Ufficio che ha proceduto, tramite il servizio postale (raccomandata), a notificare un atto al contribuente, deve essere in grado di dimostrare il contenuto della busta (art. 8 della legge 20 novembre 1982, n. 890).
Tale principio si applica oltre che alle cartelle esattoriali, anche agli avvisi di accertamento e ad altri atti impositivi. In difetto, l’atto è annullabile.
Per i giudici, (Cassazione n. 18252 del 2013) “è onere del mittente il plico raccomandato fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, allorché risulti solo la cartolina di ricevimento e il destinatario contesti il contenuto della busta medesima”. Anche la Corte Costituzionale con sentenza 14 gennaio 2010, n. 3, ha dichiarato che per essere efficace l’atto impositivo deve essere entrato nella sfera di conoscibilità del contribuente.

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On 8 aprile 2015
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